Home

Il Rifugio

La Storia

Accessi

Escursioni

Nonna del Brenta

Festa ai Caduti

Bruno Detassis

Palestra Bugs Bunny

Palestra Fattoria

Arrampicate

Scalate Classiche

Effetto del Vento
Meteo Trentino
Corso Guide
Fiori
Listino Prezzi
Sentiero n.° 10
E-MAIL

        PARCO NATURALE ADAMELLO-BRENTA

Il Parco Naturale Adamello-Brenta e' la piu' vasta area protetta del Trentino, situato nel Trentino occidentale, con i suoi 618 kmq comprende i gruppi montuosi dell'Adamello e del Brenta, separati dalla Val Rendena e compresi tra le valli di Non, di Sole e Giudicarie. E' interessato dalla presenza di oltre 50 laghi e dal ghiacciaio dell'Adamello, uno dei piu' estesi d'Europa. La componente faunistica e' tra le piu' ricche dell'arco alpino, comprendendo tutte le specie montane, inclusi lo stambecco e l'orso bruno. Foreste e prati, frutti di bosco e fiori gia'quasi introvabili, migliaia di insetti, pesci, uccelli e animali la cui vita ha un ruolo determinante per gli equilibri biologici del parco e della Terra, hanno sempre piu' bisogno di essere salvaguardati e protetti anche con il Tuo aiuto. L’orso bruno (Ursus arctos) era in passato una presenza caratteristica delle aree densamente boscate di tutta la penisola italica; durante il diciottesimo secolo l’areale comincio' a contrarsi e la specie rimase solo nelle zone montane, piu' difficilmente raggiungibili dall’opera didisboscamento estensiva praticata dall’uomo. La persecuzione diretta ha successivamente accelerato il processo di contrazione dell’areale, fino alla situazione attuale che vede presenti in Italia solo due popolazioni isolate di orsi: quella appenninica del Parco Nazionale d’Abruzzo e quella alpina del Parco Naturale Adamello Brenta, situato nel Trentino occidentale.
Purtroppo, a differenza del nucleo appenninico, gli orsi del Brenta non possono essere considerati una popolazione vitale: recenti ricerche hanno stimato la presenza di non piu' di 2-3 individui e la totale assenza di nuovi nati dal 1989. E' possibile quindi affermare che il nucleo trentino di orsi ha superato la soglia dell’estinzione; una ripresa naturale e' purtroppo assolutamente improbabile. In questo contesto e' nato il “Progetto Life Ursus – tutela della popolazione di orso bruno del Brenta”, rifinanziato dall'Unione Europea nel 2002 con il titolo "Progetto Ursus - seconda fase di tutela dell'orso bruno del Brenta".

A fine primavera '99 sono stati liberati nel Parco due esemplari di Orso bruno (Ursus arctos) provenienti dalla Slovenia. Si tratta di un maschio, di eta' compresa tra i 3 e i 5 anni, che pesa 99 chilorammi, e di una femmina di 3 anni e mezzo e 55 chilogrammi di peso. I nomi, Masun e Kirka, sono stati dati loro per ricordare le localita' da cui provengono. Durante la fase di cattura sono stati muniti di radiocollare, per cui e' possibile seguire in ogni momento le loro mosse. E' continuato anche quest'anno (primavera 2000) il piano di rinsanguamento: tre splendidi esemplari, due femmine (Daniza e Irma) e un maschio (Joze), sono stati recentemente liberati nella zona del lago di Tovel. Speriamo che gli orsi si ambientino al meglio tra le nostre montagne ed inizino a regalarci degli orsetti.

L'intero progetto viene seguito dal dott. Andrea Mustoni per conto del Parco Adamello - Brenta.
Tutto quanto riguarda il Parco e gli orsi lo trovi nel sito del Parco Naturale Adamello-Brenta

UN PO' DI STORIA DEL PARCO

Della bellezza e dello straordinario interesse naturalistico delle valli alpine laterali della Val Rendena e del Gruppo di Brenta e dell'esigenza di salvaguardarli da ogni manomissione si incomincio' a parlare gia' nel 1919 quando Luigi Vittorio Bertarelli, direttore della rivista del Touring Club Italiano "Le Vie d'Italia", pubblico' alcune note sull'istituzione di due Parchi Naturali in Trentino. L'idea gli era stata suggerita da Giovanni Pedrotti della Società Alpinisti Tridentini, il quale nel 1928 la riprendeva e la sviluppava in un articolo sul Corriere del Cacciatore dal titolo "Parchi nazionali nel Trentino per la protezione della flora e della fauna", dove indicava i territori che in Trentino meglio si sarebbero prestati all'istituzione di Parchi Nazionali e di grandi riserve della fauna locale: uno all'estremita' occidentale del Trentino, l'altra ai confini orientali della provincia. E' proprio in queste zone che la Provincia Autonoma di Trento, avvalendosi delle disposizioni legislative che le competono in quanto Ente locale a statuto speciale e traducendo in realta' concreta per la prima volta in Italia l'istituto del Parco Naturale, ha creato nel 1967 i due parchi provinciali, quello dell'Adamello-Brenta e quello di Paneveggio-Pale di San Martino. Al momento della sua istituzione il Parco Naturale Adamello-Brenta occupa un'area di 504 chilometri quadrati. Negli anni '80 l'atto istitutivo viene tradotto in precise norme di protezione e di gestione del territorio. Nel 1987 vengono ridefiniti i confini del Parco, ampliando il territorio sottoposto a tutela fino a raggiungere gli attuali 618 chilometri quadrati. Successivamente la Provincia Autonoma di Trento, dopo una lunga fase di confronto, ha emanato nel 1988 la nuova legge sull'Ordinamento dei Parchi naturali del Trentino che ha istituito gli organi per la gestione amministrativa e fissato le modalita' di utilizzo delle risorse dei Parchi naturali. Viene costituito l'Ente Parco Adamello-Brenta nel cui Comitato di gestione sono riuniti i rappresentanti dei 35 Comuni che ricadono, anche parzialmente, nell'area protetta, e le rappresentanze del mondo ambientalista, venatorio, alpinistico. Il nuovo ordinamento esprime in primo luogo una moderna idea di parco che, superando la semplice necessita' di conservazione delle bellezze naturali, persegue la promozione e la ricerca scientifica e l'uso sociale dei beni ambientali. In un'ottica di convivenza fra l'ecosistema naturale e l'uomo con le sue attivita', si e' inteso consolidare il millenario rapporto di armonico equilibrio che ha creato un indissolubile legame fra le popolazioni ed il territorio. La disciplina, territoriale e urbanistica del Parco, la tutela e la valorizzazione delle sue peculiarita' naturalistico-ambientali sono affidate allo strumento del Piano del Parco cui si affianca uno specifico Piano Faunistico. Nel perseguire le finalita' stabilite dalla legge istitutiva, l'Ente Parco effettua interventi di conservazione del territorio e sulle infrastrutture, controlla i flussi di visitatori, organizza attivita' di educazione ambientale, promuove la ricerca scientifica.